sabato 26 settembre 2009

Eppur si muove!

Dall'ultima riunione che ho potuto seguire in consiglio comunale, quella famosa dove era presente anche il presidente del Parco Nazionale del Circeo dottor Gaetano Benedetto, qualcosa inizia a muoversi e ne siamo consapevoli, visto che l'ottimo operato della Rete dei cittadini che ha presentato delle osservazioni tecniche al Ministero dell'ambiente, per spiegare con dati tecnici scientifici ambientali, il motivo della nostra contrarietà.
La Regione Lazio nella figura di Giuseppe Parroncini, il neo assessore all’energia:
dice "no" alla turbogas di Pontinia. Le elezioni si avvicinano...

l'articolo sorto sul portale di studio93 ci spiega che in vista delle elezioni Regionali per il prossimo Marzo 2010 e in seguito della visita romana del nostro primo cittadino Tombolillo presso il Consiglio Regionale; La Regione Lazio ha espresso un giudizio negativo alla realizzazione della centrale considerando l’impianto una servitù sul territorio che non trova alcuna giustificazione.
Le valutazioni e le obiezioni di carattere ambientale, sociale ed economico, rappresentate dal Comune di Pontina, sono state del tutto condivise.

lunedì 7 settembre 2009

Entro ottobre il parere definitivo sulla turbogas

Parco nazionale e pericoli geologici,
gli assi nella manica contro la centrale


ENTRO una settimana il Comune di Pontinia dovrà formalizzare nero su bianco obiezioni
e pareri contro il progetto della centrale turbogas di Pontinia. È quanto emerso nel corso
della seduta della commissione ministeriale per la Valutazione ambientale durante la quale l’amministrazione comunale (rappresentata dal sindaco Eligio Tombolillo, dal geologo Alessandro Alessandro Carlomagno e da Giorgio Libralato) ha è espresso soltanto verbalmente le proprie posizione.
Anche la Provincia entro lo stesso termine dovrà formalizzare i propri pareri in merito ai progetti delle centrali a turbogas e a biomasse. Il tutto per arrivare entro 30 giorni al parere definitivo. Il Ministero dello sviluppo economico attende l'esito di tale valutazione per riprendere la conferenza unificata che, dopo la riunione del 9 aprile, non è più stata riconvocata, proprio per l'incertezza ambientale. Grande assente, ancora una volta la Regione Lazio. Dal canto suo invece la società che ha proposto il progetto ha ribadito la propria posizione e le approvazioni di Via
e Aia del progetto.
«La posizione del comune di Pontinia - scrive Giorgio Libralato nel suo blog Pontinia Ecologia e Territorio - è uscita notevolmente rafforzata dall'intervento opportuno e preciso del presidente del Parco nazionale del Circeo, dottor Gaetano Benedetto che ha evidenziato gli errori, le mancanze, le infrazioni alle procedure commesse nella redazione di Via a proposito dello stesso
parco nazionale del Circeo, a cominciare proprio dalla distanza del Parco dalla centrale ». Altrettanto decisiva potrebbero rivelarsi le relazioni, gli studi e le ricerche del geologo Alessandro Carlomagno.
Uno di questi studi, dell'università Roma 3, riporta le immagini fotografiche dell'apertura del
terreno di circa 50 centimetri di larghezza per una lunghezza di qualche centinaio di metri che
attraversa proprio il terreno circostante i Gricilli, cioè dove dovrebbero essere ubicati elettrodotto e metanodotto. «Lo stesso tipo di frattura terrestre - spiega Libralato - ha originato
il disastro di aprile con il terremoto de L'Aquila. Il relatore della commissione VIA, si è reso conto della probabilità che un'eventuale frattura in corrispondenza delle fondazioni potrebbe far inclinare e crollare fondazioni e pali dell'elettrodotto.
Del metanodotto nonostante le ripetute e richieste del comune di Pontinia circa le osservazioni nessuna risposta.
Come se il problema è stato sottovalutato o addirittura non studiato».
Fonte : Latina Oggi: autore dell'articolo: D. R.

Aggiornamenti Turbogas

Dal blog Pontinia Ecologia gli ultimi aggiornamenti sulla situazione Turbogas a Pontinia:

Turbogas aggiornamento alla prossima settimana

il Parco del Circeo chiede revisione VIA turbogas

martedì 1 settembre 2009

PM10 ti tengo d´occhio

Le polveri sottili in atmosfera sono importanti inquinanti che causano gravi effetti sulla salute, per questo è importante tenerlo sotto controllo. Ed è per questo che dal 1 gennaio 2006 Legambiente stila, con la campagna di monitoraggio "PM10 ti tengo d´occhio", la classifica dei principali capoluoghi italiani con il più alto livello concentrazioni delle polveri sottili, stilata in base ai dati raccolti attraverso la consultazione dei siti internet di Comuni, Province, Regioni e Arpa.
Nella mappa interattiva, elaborata in collaborazione con il portale lamiaaria.it, è possibile vedere, a dettaglio regionale, i risultati dei superamenti dei limiti di legge nelle città per le quali sono disponibili dati su internet.
Di seguito, la classifica dei capoluoghi di provincia più inquinati da PM10.

domenica 30 agosto 2009

Transition town senza petrolio ecco gli eco-sognatori italiani

Il movimento, di origine britannica, prende piede nel nostro Paese.
Monteveglio (Bologna), è la prima realtà riconosciuta dalla rete internazionale.
Gruppi di acquisto energetico, cibi a chilometro zero, orti pigri e monete locali
di STEFANIA PARMEGGIANI

ROMA
- Chiudete gli occhi e immaginate un mondo senza petrolio, dove l'energia è pulita, gli orti producono tutta la verdura di cui si ha bisogno e i supermercati vendono solo cibi a zero chilometri (cioè, prodotti in zona). Poi riapriteli e guardate meglio: un mondo del genere esiste già, è ancora piccolo e imperfetto, ma sta muovendo i primi passi.

Monteveglio, cinquemila anime in provincia di Bologna, è la prima città italiana di transizione.
I suoi abitanti si stanno facendo contagiare da un gruppo di eco-sognatori che hanno aderito a "Transition town", movimento nato in Irlanda nel 2005 e definito dal Guardian "un esperimento sociale su vasta scala". Oggi in Europa, Giappone, Usa, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda vivono persone che perseguono lo stesso obiettivo: convertire i centri abitati a un'esistenza ecologica che possa fare a meno del petrolio e dei suoi derivati.
Tengono il conto dei barili di greggio estratti, sono certi che la decrescita economica ed energetica sia inevitabile, ma la vedono come un'opportunità. Non alzano la voce e non organizzano azioni dimostrative. Svuotano il mare con un secchiello.

A Monteveglio si praticano quei piccoli accorgimenti che possono migliorare la qualità della vita rispettando l'ambiente: orti in condivisione tra chi ha la terra e chi solo un terrazzo, patate in sacchi di juta per chi non ha spazio, giardini archeologici per specie ormai dimenticate. Chi non ha tempo o voglia di zappare sceglie l'agricoltura sinergica, suda all'inizio e poi guarda crescere, quasi da solo, il suo "orto pigro".

Sono decine le famiglie che aspirando all'autosufficienza alimentare riescono ad evitare i supermercati almeno per frutta e verdura. Altre si uniscono in gruppi di acquisto energetico e installano pannelli solari o impianti fotovoltaici. La vecchia tazza sbeccata, invece di essere buttata, viene affidata al mercatino del riuso che mette in contatto chi cerca e chi offre. L'euro esiste ancora, ma non sarà il solo denaro a circolare: presto potrebbe arrivare anche una moneta locale.

Cristiano Bottone, rappresentante del movimento, spiega che il contagio ecologista, partendo dal basso ha finito con il bussare in municipio:
"Gli amministratori stanno lavorando a un piano di riorganizzazione energetica dell'intero paese. Stanno raccogliendo dati per capire quali sono i giorni, le ore e le strade in cui la dispersione è maggiore. Partiranno da lì per ridurre i consumi".

Tra i contagiati una fattoria biologica:
"Il proprietario sta pensando di trasformarla in una realtà libera dai combustibili fossili".

Lentamente, passo dopo passo, in paese si sta diffondendo l'idea che si può vivere in un mondo più pulito. Basta darsi da fare.

Gli eco-sognatori di Monteveglio si sono innamorati di una filosofia nata a Kinsale in Irlanda dove insegnava Rob Hopkins, docente universitario e fondatore del movimento.
Da qui l'idea di zone franche, sempre più oil free, è migrata gettando i semi al di là dell'Oceano.


Ad esempio a Sandpoint, cittadina dell'Idaho che ha dato i natali a Sarah Palin, la ex candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Mentre lei, in Alaska, faceva infuriare gli animalisti con una foto in cui la si vedeva accanto a un'alce abbattuta, i suoi
concittadini coltivavano l'orto in cooperativa e si garantivano un'autosufficienza vegetale e biologica. A Bell, in Australia, i residenti si sono messi in testa di acquistare forni a legna e dicono che a guadagnarci non è solo l'ambiente, ma anche il sapore del pane. A Totnes, cittadina inglese nota negli anni '60 come meta hippy, abitano ancora oggi diverse comunità alternative che, insieme a cittadini più tradizionalisti ma comunque ecologisti, cercano di vivere senza combustibili fossili. Hanno cominciato con l'installare su ogni tetto dei pannelli solari e sono arrivati a introdurre una moneta, la Totnes Pound, che serve per acquistare prodotti rigorosamente locali.

"Totnes è diventata la mia seconda città - spiega Ellen Bermann, presidente del movimento in Italia -, ma anche da noi la transizione sta prendendo piede. Abbiamo meno di un anno, ma in questi mesi siamo cresciuti: sempre più persone visitano il nostro sito, partecipano agli incontri, s'inventano nuove pratiche oppure promuovono quelle avviate da realtà diverse, ma con i medesimi obiettivi".

Molti dei transition townies - così si chiamano gli aderenti al movimento - sono iscritti ai Gas, gruppi di acquisto solidale, alle Banche del tempo e ad altre iniziative che considerano in sintonia con il proprio modo di vivere il presente e progettare il futuro. Tra di loro anche Jacopo Fo che, nella sua libera università di Alcatraz, ha ospitato uno dei primi incontri
di transizione .
D'altronde il padre Nobel si era già immaginato nel libro "L'apocalisse rimandata - ovvero benvenuta catastrofe" una società orfana del petrolio. Lo scambio d'informazioni - sono attivissimi su Internet con un sito wiki, cioè collaborativo - è infatti il primo passo per cambiare le comunità in cui si vive.

Per ora l'unica realtà italiana riconosciuta dalla rete internazionale è Monteveglio, ma gruppi guida sono nati a Granarolo, L'Aquila, Lucca e, ultimo in ordine di fondazione, Carimate in provincia di Bolzano.
Altri si stanno organizzando in decine di comuni italiani tra cui Ferrara, Firenze, Mantova, Perugia, Reggio Emilia, Bologna, Bari e anche Palermo, Torino e Roma perché la "Transition town" non è una filosofia adatta solo a piccoli centri. Un esempio? Il quartiere di
Brixton a Londra e l'intera città di Bristol.

sabato 29 agosto 2009

Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle 2009

COMUNICATO STAMPA dell’Associazione dei Comuni Virtuosi

Con la presente comunicazione è ufficialmente aperto il bando per la terza edizione del Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, in collaborazione con il Movimento per la Decrescita Felice e Città del Bio, e il patrocinio di diverse reti di enti locali.

Giovedì 10 settembre (ore 11.00) si terrà presso la sede del settimanale “CARTA”, la presentazione alla stampa Premio.
Lavorare alla nascita di un premio sulle buone prassi amministrative che valorizzi gli enti locali impegnati nella riduzione complessiva della propria impronta ecologica, è l’obiettivo che muove fin dalla nascita gli amministratori dei Comuni Virtuosi, quale punto di riferimento per la diffusione di politiche e scelte quotidiane orientate a diminuire l’impatto ambientale delle pubbliche amministrazioni e, più in generale, delle comunità locali.

Al premio, giunto quest’anno alla sua terza edizione, possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:
  • - gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.);
  • - impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);
  • - rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);
  • - mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);
  • - nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera orta, disimballo dei territori;
  • - diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).

Una giuria composta da tecnici e personalità del mondo universitario e scientifico, stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 25 ottobre. La cerimonia di premiazione avverrà presso il Comune di Camigliano (CE) sabato 21 novembre. Il Comune vincitore riceverà una consulenza gratuita per l’attivazione di un progetto pilota a livello nazionale di mobilità dolce. Un modo concreto per favorire una riduzione dell’inquinamento atmosferico e una maggiore qualità della vita della comunità locale.

Saranno presenti alla conferenza stampa:
Gianluca Fioretti - Sindaco di Monsano (AN) e Presidente Associazione dei Comuni Virtuosi
Marco Boschini – Assessore di Colorno (PR) e Coordinatore Comuni Virtuosi
Ignazio Garau – Città del Bio


La segreteria organizzativa
Associazione dei Comuni Virtuosi
P.zza Matteotti, 17 – 60030 Monsano (AN)
Tel. 3346535965 – info@comunivirtuosi.org
www.comunivirtuosi.org

venerdì 28 agosto 2009

Scorie nucleari invisibili

Scorie nucleari spostate da Scanzano a a Borgo Sabotino

Il sito dove sono state collocate le scorie, secondo la denuncia riportata dopo il salto, è quello della ex- centrale nucleare di Sabotino, in provincia di Latina, il cui reattore fu spento circa 22 anni fa. Da allora, però, come deuncia Greenpeace, i problemi non sono finiti, perché, sebbene il carburante nucleare sia stato allontanato, sono però restati altri agenti inquinanti come la grafite o i fanghi della piscina di raffreddamento ancora contaminati.

Più volte su ecoblog hanno affrontato il problema delle scorie nucleari e hannoanche detto che se il Governo si è dato sei mesi di tempo per individuare i siti dove costruire le prossime centrali nucleari non ha però reso noto dove saranno poi depositate le scorie.

I primi cittadini a reagire sono stati quelli di Terracina:

Scorie nucelari da Scanzano a Sabotino senza informare la gente I cittadini di Terracina sono delusi e amareggiati: qualcuno ha deciso che sul loro territorio devono essere conservate le scorie nucleari che arrivano da Scanzano. Per ora non c’è un comitato di cittadini ma solo un gruppo di persone che è venuto a conoscenza della presenza delle scorie in maniera accidentale in quanto nessun organo di stampa, nè gli amministratori e gli enti locali, li hanno informati, così come non sono stati informati se è necessario prendere precauzioni e di che genere, a tutela della salute pubblica.


RICHARD HEINBERG: " LA CRESCITA MONDIALE HA RAGGIUNTO IL LIMITE"

Un anno dopo il picco petrolifero. Intervista a Richard Heinberg

Un anno fa, il barile di petrolio raggiungeva il prezzo record di 147 dollari. Il mondo intero si volse allora verso l'Arabia Saudita – tradizionale produttore supplementare – chiedendole di aumentare la produzione per rispondere alla domanda, stabilizzando i prezzi. Ma il regno non ne fu capace, dato che i suoi pozzi si prosciugano. Questo fatto segna la fine di un'epoca. Come in una spirale drammatica, la presa di coscienza che la crescita economica sarebbe ormai limitata a causa della scarsità dell'energia fossile, ha fatto crollare gli investimenti, la domanda di petrolio e il suo prezzo.
Richard Heinberg, autore affermato per i suoi lavori sulla diminuzione delle risorse, esamina questo fatto storico, le sue conseguenze per l'attività umana e le prospettive per il futuro, in un'intervista esclusiva concessa al Réseau Voltaire.


Réseau Voltaire: Secondo la maggior parte dei media bisogna cercare l'origine della crisi finanziaria all'interno del sistema finanziario. Questa spiegazione vi soddisfa, oppure, come avete suggerito in modo premonitore in La festa è finita, anche la mancanza di fiducia nella ripresa della crescita, basandosi quest'ultima su una produzione di petrolio a buon mercato, sarebbe un fattore essenziale?

Richard Heinberg: Nel 2008 abbiamo avuto la più importante impennata dei prezzi dell'energia mai conosciuta. Storicamente, le impennate del prezzo dell'energia hanno sempre portato a una recessione. Da quel momento, era sensato prevedere una grave recessione per il primo trimestre del 2008. In realtà, la recessione è cominciata prima e si è rivelata essere più profonda e persistente di qualsiasi altra recessione degli ultimi decenni. Questo deriva dal fatto che un crac finanziario era diventato più o meno inevitabile per via della miriade di bolle nell'immobiliare e nei mercati finanziari.

L'impatto della crisi sull'industria aeronautica e sui costruttori di automobili e mezzi pesanti, è ampiamente dovuta ai prezzi dell'energia. Il crollo dei valori immobiliari e l'aumento del numero di ipoteche non sono poi così legati al petrolio.

Tuttavia, a un livello di analisi avanzato, l'aspirazione della nostra società a una crescita economica perpetua si basa sull'ipotesi che avremo sempre a disposizione quantità crescenti d'energia a basso costo per alimentare le macchine di produzione e distribuzione. Quest'aspirazione alla crescita si è istituzionalizzata attraverso livelli di debito e supervalutazione crescenti. Ecco come, quando le quantità d'energia disponibili hanno cominciato a stagnare o a declinare, il castello di carta del mondo finanziario è completamente crollato.

Purtroppo i dirigenti di tutto il mondo continuano a non capire la crisi. Sostengono che ha un'origine solo economica; sostengono anche che è transitoria. Credono che, se sosteniamo sufficientemente le banche, la crescita economica tornerà positiva e tutto andrà bene. In realtà, non si può far funzionare il sistema finanziario moderno in un mondo in cui le risorse energetiche diminuiscono. Abbiamo bisogno di un'economia che possa provvedere ai bisogni primari dell'umanità senza aumentare il ritmo della consumazione delle risorse. Per fare tutto ciò sarà necessaria la creazione di sistemi monetari e istituzioni finanziarie basate su cose diverse dal debito, gli interessi e la cartolarizzazione.

Réseau Voltaire: Pensa che la speculazione sui mercati dell'energia accelererà nonostante l'episodio dello scorso anno? E se così fosse, quale sarebbe secondo lei la migliore soluzione affinché il serpente non si morda più la coda?

Richard Heinberg: In tempi di combustibili fossili a basso costo, la speculazione dei contratti a termine dell'energia, è inefficace nello sforzo collettivo di adattamento ai cali caotici dei mercati. Senza la creazione di controlli dei contratti a termine, non eviteremo le differenze sempre più grandi tra i costi degli idrocarburi: l'abbiamo visto negli ultimi diciotto mesi. Quando il prezzo degli idrocarburi vola alle stelle, l'economia è duramente colpita. Quando il prezzo crolla, gli investimenti nella produzione d'energia vengono trascurati.

L'OPEC si è sforzata di aiutare ad ammortizzare le differenze di prezzo aumentando o diminuendo la produzione e di mantenere così il prezzo del barile più stabile di quanto non sarebbe stato senza il suo intervento. Ma l'OPEC sta perdendo la capacità, già limitata, di agire in questo modo, poiché tutte le nazioni che riunisce vedono la propria produzione diminuire e hanno una minima o nessuna capacità di produzione supplementare. L'Arabia Saudita è l'unico produttore supplementare importante, e da solo, uno Stato non può più equilibrare i tassi di tutto il mondo ancora a lungo.

L'unica soluzione valida è quella di un accordo internazionale per il razionamento della produzione e della consumazione, come ho proposto nel mio The Oil Depletion Protocol.

Réseau Voltaire: Che ne pensa del numero crescente di scienziati che rimettono in discussione la responsabilità dell'Uomo nel cambiamento climatico? All'interno dell'ASPO (Associazione per lo studio del picco del petrolio, del gas e delle materie prime) qualcuno, come Jean Laherre, è abbastanza scettico...

Richard Heinberg: Non penso che il numero degli scienziati che rimettono in questione la responsabilità umana nel riscaldamento climatico aumenti; anzi, secondo me succede proprio il contrario. Sì, lo so che Jean Laherre, che stimo molto, ha sollevato molte questioni in proposito. Come geologo, la sua riflessione si snoda in milioni di anni, e effettivamente, il clima della Terra è assai variabile su scale di tempo di questo tipo. Ecco perché posso capire che possa chiedersi se, ciò che constatiamo oggi, sia dovuto o meno a processi climatici che derivano da modificazioni delle radiazioni solari, dall'eccentricità dell'orbita terrestre (i famosi parametri di Milankovitch) e delle correnti oceaniche. Tuttavia, i climatologi sono andati ancora più lontani sugli effetti possibili di cause diverse dal carbone e sono giunti alla conclusione che non potevano, da soli, spiegare l'attuale riscaldamento climatico.

In sostanza, mi schiero con la maggior parte dei climatologi, che sostengono che noi umani esercitiamo una pressione su un sistema instabile per natura (l'atmosfera, il clima) e che lo spingiamo al punto di rottura gettandovi ulteriori enormi quantità di gas effetto serra.

Réseau Voltaire: Cosa vi ispira quest'ipotesi: il progetto internazionale della borsa del carbonio non sarebbe altro che un modo, per l'élite finanziaria, di tenersi a galla, e per i paesi ricchi finanziariamente ma poveri in risorse naturali quello di arrogarsi il diritto di consumare le riserve ancora disponibili di combustibili fossili in cambio di denaro, privando nel frattempo gli Stati poveri finanziariamente ma ricchi di risorse del loro diritto allo sviluppo. In altri termini, il problema di fondo non è “Consumeremo le ultime riserve di idrocarburi?” (senza dubbio questo avverrà, a meno di non affidarsi più alla crescita economica), ma bensì “Chi le consumerà?”.

Richard Heinberg: Per quanto riguarda i programmi internazionali di borsa del carbonio, sono diffidente per diversi motivi, tra cui il fatto che produrranno la creazione di un enorme mercato di contratti derivati che avrà bisogno di una dura regolamentazione, se vogliamo evitare le bolle e i crac finanziari di grandi dimensioni. Mettere un limite alle emissioni di carbonio è necessario, ma forse esistono modi migliori per instaurare queste limitazioni, invece di creare nuovi tipi di prodotti derivati. Ciò che potrebbe funzionare è, per esempio, un sistema di razionamento che riguardi tutti i cittadini, come le percentuali di emissioni di carbonio (TEQ, Tradeable Energy Quotas).

Una volta arrivata la fine degli idrocarburi, questi saranno usati solo da chi potrà comprarli. A volte, questo succede indirettamente: per produrre e esportare le proprie merci a basso costo, la Cina brucia il carbone per conto dell'America del Nord e dell'Europa.

In ogni caso, lo sviluppo basato sulla consumazione di combustibili fossili non è più una strada verso la ricchezza e la sicurezza, come fu all'inizio del ventesimo secolo. Oggi è diventato una trappola. Crea solo una dipendenza da risorse sempre più rare e costose. L'economia dei paesi poveri andrà molto meglio, se riusciranno a tenersi lontani da questo tranello.

Mi rendo conto che è più facile dire la sua per un giornalista che per un capo di Stato i cui cittadini si vedono rifiutati i profitti dell'era moderna. Eppure, è una delle dure realtà di questo secolo ancora giovane.

Réseau Voltaire: Quale dovrebbe essere la priorità di una decisione ufficiale? Prepararsi alla crisi energetica o al cambiamento climatico?

Richard Heinberg: Sotto diversi aspetti, le soluzioni ai due problemi sono le stesse: ridurre la dipendenza dalle energie fossili e aumentare la produzione di energie alternative.

Nonostante tutto, alcune proposte per risolvere la crisi climatica sono assurde rispetto ai limiti di approvvigionamento in combustibili fossili. Prendiamo l'esempio del recupero e dello stoccaggio del carbonio emesso dalle centrali termoelettriche che funzionano a carbone. È un progetto che avrà bisogno di investimenti enormi e di alcuni decenni per essere sviluppato; nel frattempo, il prezzo del carbone salirà alle stelle; è un aspetto del problema che non è stato molto preso in considerazione nei preventivi di questo “carbone pulito”. A priori, mancano solo una ventina d'anni al picco della produzione mondiale di carbone, come spiego nel mio ultimo libro, Blackout. Sarebbe quindi più sensato investire capitali più moderati per sviluppare la produzione di energie rinnovabili, invece di creare un'infrastruttura ampia e costosa desinata a mantenere una consumazione ininterrotta di un combustibile sempre più limitato, con un costo sempre più alto e che emette grandi quantità di carbonio.

Réseau Voltaire: Prevede un aumento del numero dei conflitti intorno alle risorse energetiche? E se sì, come lo spiega?

Richard Heinberg: C'è da aspettarselo. Gli uomini si sono sempre battuti per le risorse essenziali. Oggi, mentre le risorse energetiche di idrocarburi che hanno sostenuto la società moderna diventano rare e costose, si può prevedere che il numero di conflitti per queste risorse aumenti. Sapendo ciò, i leader politici a livello nazionale devono prevedere i luoghi dove potrebbero scoppiare questi conflitti e cercare di evitarli. Innanzitutto, il solo modo per riuscirci è di evitare la competizione per l'accesso a queste risorse, diminuendo la dipendenza laddove è possibile (alcune risorse, come l'acqua, sono indispensabili) e perfezionando gli accordi sulla limitazione della produzione e della consumazione di energie fossili con l'aiuto di protocolli concordati di gestione della scarsità di materie.

Certo, per fare ciò sarà necessario un cambiamento radicale delle posizioni dei capi di Stato. Al momento si interessano solo alla questione del vantaggio della competitività; insomma, cercano soprattutto a uscire vittoriosi dai conflitti energetici, invece di evitarli. Questo modo di pensare diventa sempre più pericoloso man mano che la popolazione cresce e le risorse diminuiscono.

Réseau Voltaire: Secondo lei, che ruolo gioca l'aumento dei prezzi delle energie fossili, dei fertilizzanti e dei pesticidi nella crisi alimentare attuale?

Richard Heinebrg: A prima vista, alcuni aspetti della crisi alimentare non sembrano direttamente legati alla dipendenza dalle energie fossili. Ad esempio, le carenze d'acqua si moltiplicano per via dell'irrigazione; eppure, la maggior parte delle volte, sono la conseguenza del cambiamento climatico, a sua volta dovuto alle emissioni di carbonio derivate dai combustibili fossili. C'è poi l'erosione del suolo, molto spesso causata dai metodi moderni di produzione agricola intensiva, che implicano l'uso di trattori e altri macchinari agricoli che funzionano a gasolio. L'uniformità genetica dei semi costituisce un altro fattore: le piante diventano sempre più vulnerabili ai parassiti, e hanno quindi bisogno di molti più pesticidi contenenti idrocarburi. Se seguiamo le catene della causalità che portano a queste diverse minacce al nostro sistema alimentare, hanno quasi tutte la stessa origine.

In generale, il nostro sistema alimentare moderno, basato sulla consumazione di energie fossili, soffre di una grave vulnerabilità a diversi livelli, e l'origine di questa vulnerabilità si trova innanzitutto nella nostra dipendenza da queste energie. L'inevitabile riduzione del rifornimento di carburante per i trattori sarà nefasto per gli agricoltori; inoltre, i composti chimici usati per l'agricoltura saranno sempre più cari. Gli alti costi del petrolio renderanno sempre più oneroso lo scambio a grande distanza di prodotti alimentari. Il cambiamento climatico e la siccità diminuiranno le capacità di rendimento delle semenze.

Ci troviamo di fronte a una crisi alimentare completamente prevedibile, le cui cause sono evidenti: dobbiamo cominciare la riforma di TUTTO il nostro sistema alimentare, in modo da ridurre la nostra dipendenza dalle energie fossili.

Réseau Voltaire: Potrebbe spiegarci in poche parole quali sono gli obiettivi del lavoro che voi e i vostri colleghi state facendo al Post Carbon Institute (Istituto del Dopo Carbonio) e che impatto ha avuto fino ad oggi?

Richard Heinberg: Al momento riuniamo un gruppo cospicuo di ricercatori che condividono la stessa visione della crisi mondiale e che mostrano un interesse nel lavorare in collaborazione con i programmi di educazione. Pensiamo di star vivendo un momento storico che impone di ripensare i nostri postulati in merito alla crescita economica, la consumazione di energia, il sistema alimentare, il cambiamento climatico e la demografia; questioni che si intrecciano ma che vengono raramente trattate dai leader politici.

Allo stesso tempo, il Post Carbon Institute lavora in stretta collaborazione con le Iniziative di Transizione (Transition Initiatives, transitiontowns.org) : una rete di comunità cittadine che promuove l'economia del post-petrolio. Finché le riforme politiche necessarie non saranno immaginate, adottate, sperimentate e promosse dagli individui e le comunità, i capi di Stato continueranno a trascinare i piedi.

Pensiamo che la crisi economica attuale costituisca una svolta fondamentale nella nostra storia. L'economia mondiale ha incontestabilmente raggiunto i suoi limiti di crescita. Adesso tutto dipende dalla nostra volontà a collaborare e ad adattarci a questi limiti.

Condividiamo l'idea che in definitiva è possibile una vita migliore senza energie fossili e senza crescita continua a livello demografico e di consumazione. Ma la transizione tra il paradigma attuale di una crescita basata sui combustibili fossili, e quello di una società stabile basata sulle energie alternative, ha buone possibilità di essere una parentesi difficile. L'umanità ci riuscirà, in un modo o nell'altro: la diminuzione delle risorse ne è la garanzia. Ciò che speriamo è semplicemente di rendere questa transizione più facile, equa e sopportabile per tutti coloro che ne saranno toccati.

Fonte: www.voltairenet.org

Traduzione a cura di MARINA GERENZANI per www.comedonchisciotte.org

giovedì 27 agosto 2009

La bolletta CIP6

In bolletta ancora 2,4 mld di Cip6

Il conto è sempre salato, ma almeno rispetto all'anno precedente non è aumentato. Anzi, a voler essere certosini si è ridotto di circa 28 milioni di euro rispetto al 2007. Lo scorso anno, infatti, il costo degli incentivi Cip6 in bolletta è stato di 2 miliardi e 395 milioni, contro i 2,423 miliardi dell'anno precedente. La strada per tagliare i cosiddetti oneri di sistema, insomma, è ancora lunga. Era stato lo stesso ministro dello Sviluppo Economico, in un'audizione alla Camera un anno fa, a ipotizzare la possibilità di ridurre questi costi del 10%. Obiettivo per il momento lontano. Le ultime stime sono state elaborate dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas sui dati forniti dal Gestore dei servizi elettrici (Gse). «Nel 2008 i costi totali dei ritiri del Gse per l'energia Cip6 sono stimabili in 5,5 miliardi» si legge nell'ultima relazione dell'Authority, "in gran parte legati alla remunerazione dell'energia prodotta da impianti assimilati". I ricavi derivanti principalmente dalla vendita dell'energia nella Borsa elettrica, invece, "sono risultati pari a circa 3 miliardi, in aumento di 250 milioni rispetto al 2007". Il grosso degli incentivi, circa il 72%, è andato agli impianti assimilati, quelli cioè che hanno prodotto energia elettrica non da fonti rinnovabili ma dai derivati da petrolio, da altoforno, rifiuti delle raffinerie, et similaria. Nel dettaglio gli impianti assimilati hanno ricevuto contributi per 3,9 miliardi contro il miliardo e 400 milioni degli impianti rinnovabili. Sebbene nel 2008 ci sia stata una riduzione dell'energia prodotta da fonti assimilate e ritirata dal Gse (-11% rispetto al 2007) i costi sono saliti di 200 milioni grazie ad un aumento del 18% della remunerazione unitaria. Secondo i dati elaborati dell'Autorità guidata da Alessandro Ortis, "i primi 11 gruppi industriali contribuiscono per oltre il 97 % della generazione elettrica in convenzione Cip6". Anche quest'anno Edison, Saras ed Erg si confermano le prime società che hanno beneficiato dei contributi per fonti assimilate. La quota maggiore della produzione pari al 35,3% spetta ad Edison, anche se rispetto al 2007, il gruppo ha perso circa il 16% delle quote di mercato. Le società delle famiglie Moratti e Garrone, invece, detengono sostanzialmente le stesse quote dell'anno precedente. Subito alle spalle di questi gruppi si inserisce la compagnia italiana del colosso britarnnico BG Group, che nel 2008 ha prodotto il 7,4 % dell'energia assimilata.

Per quanto riguarda i ritiri dell'energia elettrica rinnovabile, spiega l'Autorità, il quadro è maggiormente articolato. Il gruppo Enel contribuisce al 17% dell'intera generazione rinnovabile, seguito da A2A con il 13%. Complessivamente i primi 10 operatori raggiungono il 62% dell'energia rinnovabile in convenzione Cip6.

IL PESO IN BOLLETTA DELLE FONTI ASSIMILATE
Dati in milioni di euro
Remunerazione impianti assimilati: 3.965,80
Remunerazione impianti rinnovabili: 1.497,70
Totale remunerazione energia Cip6: 5.463,50

Altri costi di misura e trasporto per energia Cip6: 10,7
Remunerazione energia delibera 108/97: 5
Totale costi ritiri: 5.479,10

Ricavi da cessione energia: 3.052,70
Ricavi da cessione certificati verdi: 31,3
Totale ricavi: 3.084
Costi da recuperare in tariffa: 2.395,10
Fonte: eleborazione Aeeg su dati Gse

I GENERATORI DI CIP6
Quote di mercato dei primi 10 produttori
Fonti assimilate e percentuale
Edison 35,3 %
Saras 12,6 %
Erg 10,2 %
Electrabel 7,7 %
Bg Group 7,4 %
Api 6,4 %
E.On 6 %
Cofathec Servizi 4,4 %
Elettra 3,4 %
Termica Celano 2,6 %
Eni 1,5 %
Altri operatori 2,6 %
Fonte: elaborazione Aeeg su dichiarazione degli operatori

Articolo tratto da :Milano Finanza di mercoledì 19 agosto 2009, pagina 5 scritto da Sarno Carmine

mercoledì 26 agosto 2009

LE 25 NOTIZIE PIU' CENSURATE

LE NOTIZIE CHE NON HANNO FATTO NOTIZIA

- Peter Phillips e Project Censored-

Come ogni anno, Censura raccoglie le notizie che avrebbero dovuto occupare le prime pagine di tutti i giornali e telegiornali del mondo e che, invece, sono letteralmente e scrupolosamente “scomparse”.

Ecco qualche esempio:

• L’industria dell’energia e delle armi nucleari e gli enti governativi che sovrintendono alle attività nucleari stanno operando affinché grandi quantità di terreni e materiali contaminati dalla radioattività vengano riclassificati come “non radioattivi”. Non vogliono infatti pagare per isolare le scorie – che comprendono metallo, cemento, asfalto, plastica, terreni, attrezzature ed edifici – e hanno deciso di inviarle nei siti di stoccaggio ordinari o persino di riciclarle a scopo commerciale, col rischio che finiscano in oggetti di uso quotidiano.

• Oggi nel mondo esistono 27 milioni di schiavi, una cifra senza precedenti. Il commercio di esseri umani contende al traffico di droga e al contrabbando d’armi il triste primato di principale attività criminale del pianeta.

• L’addestramento segreto degli eserciti e della polizia latinoamericana, che un tempo avveniva nelle famigerate Scuole delle Americhe, è stato decentrato e sono nate le ILEA (International Law Enforcement Academy). Ci sono ILEA a Budapest, a Bangkok, a Gaborone, in Botswana; e a Roswell, in New Mexico. E ovviamente ci sono ILEA sparse in tutta l’America Latina. Qui, protetti dall’immunità alle accuse di crimini contro l’umanità, ogni anno 1.500 ufficiali apprendono presunti metodi “anti-terrorismo”, tra cui la tortura e le tecniche di esecuzione.

Project Censored è un autorevole gruppo statunitense di ricerca sui media che si propone di promuovere il ruolo “del giornalismo indipendente in una società democratica”. Nasce nel 1976 da un’idea di Carl Jensen, docente presso la Sonoma State University, e dal 1996 è guidato da Peter Phillips, docente di Sociologia e da molto tempo attivo in organizzazioni no profit.

Fonte: www.nuovimondi.info

IN VIGORE LA LEGGE PER IL RITORNO AL NUCLEARE

E’ entrata in vigore la c.d. legge sviluppo (pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009), la legge 23 luglio 2009, n. 99. Gli artt. 25 e ss. prevedono il quadro normativo sul ritorno al nucleare. Entro il gennaio 2010 il Governo indicherà siti per le nuove centrali e per il deposito delle scorie. Tutti siamo avvertiti, in Sardegna e altrove.

Gli Amici della Terra (promotori dei referendum anti-nucleari del 1987) e il Gruppo d’Intervento Giuridico ritengono che sia da respingere questo “ritorno” del nucleare in Italia, più imposto che voluto. Sostengono, invece, la ricerca e la promozione delle energie alternative e rinnovabili, in primo luogo quelle di fonte solare (energia solare termica, energia solare termodinamica, energia solare fotovoltaica). Hanno quindi promosso la seguente petizione:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri,

I sottoscritti cittadini italiani chiedono al Governo di non costruire nuove centrali nucleari e non riattivare quelle vecchie dismesse. Il problema della loro sicurezza e della gestione e smaltimento delle scorie è grave ed irrisolto. Chiedono invece il potenziamento della ricerca e della produzione di energia da fonte solare.

Già 1.546 italiani l’hanno sottoscritta sulla piattaforma petizioni Tiscali ed oggi è disponibile su firmiamo.it , dove altri 1.480 concittadini hanno dato la loro adesione. Per sottoscrivere basta cliccare sul seguente link:

No all’energia nucleare, sì all’energia solare!

Fermiamo questa folle corsa verso il nucleare, facciamo la nostra parte. In 3.026 lo stiamo già facendo, ti aspettiamo!

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

Luciana P. Pellegreffi


Fonte articolo

martedì 25 agosto 2009

Il gioco delle carte Turbogas

Ieri sera un elevato tasso di conoscenza aleggiava nell’aula consiliare del nostro comune.

Riuniti per cercare con ipotesi e supposizioni cosa potesse essere la natura della richiesta che il Ministero dell’Ambiente e del Territorio ha inviato al Sindaco, convocandolo per il 3 Settembre 2009 alle ore 15.00 presso la sede del Ministero a Roma.

Erano presenti all' incontro il Sindaco Eligio Tombolillo, il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, Dottor Gaetano Benedetto, l’avvocato Alfonso Donnarumma e Maurizio Ramati consiglieri d’opposizione per l’UDC, l’assessore comunale all’ambiente Valterino Battisti, il Dottor Carlomagno Geologo, l’avvocato Bassoli, il tecnico consigliere del comune Giorgio Libralato presidente dell’associazione Pontinia ecologia e territorio, il responsabile del consorzio di Bonifica, il presidente dell’associazione Rete Cittadina contro la turbogas Paolo Cima e il consigliere tecnico della Rete, Luigi Veca, i rappresentanti del comune di Priverno e di Sezze.

Importante è stata la partecipazione di due Enti che amministrano il nostro territorio, il consorzio di bonifica e l’Ente Parco.

Con un pò di dispiacere mancavano, gli altri assessori e i giornalisti. L’Estate è per tutti e le ferie sono sacrosante e per questa occasione c’eravamo noi con foglio e penna a prendere appunti.


Il gioco delle carte Turbogas


Non è un gioco quello che stiamo vivendo, può sembrare, ma se assisti ad una riunione tecnica in comune alle 20.30 di sera in piena Estate con il caldo torrido, puoi pensare, ma quanti strati di realtà ci vogliono far vivere? Per poterci controllare ogni nostro minimo pensiero, che poi diviene azione, hanno inventato la carta magica: LA BUROCRAZIA.

Non si smentisce mai, è stata creata per distanziarci e non per nulla aiutarci, semmai se vuoi vederla in questi termini, serve a loro politici di mestiere che le leggi le creano e le approvano, solo e soltanto per i loro interessi.

In questo caso la conferma arriva, in riunione era presente anche il presidente dell’Ente Parco del Circeo, il Dottor Benedetto, con poche parole, precise, veloci e lineari ha disegnato una realtà che avvolge tutti, ma che solo se vuoi approfondire lo strato di realtà puoi capire. In Italia si producono già più di 90000 MegaWatt, altri 15000 sono prossimi alla realizzazione di nuove centrali in costruzione, in più ci sarebbe quella che acquista dall’estero per contenere i picchi, senza appunto dimenticare le centrali che stanno passando ad autorizzazione dal Ministero. La Nazione consuma al massimo dei picchi 87000 MegaWatt all’anno, cosa ci devono fare con tutta l’altra energia?

Semplice, hanno creato un mercato dove l’interesse si materializza in borsa con la vendita di azioni e l’acquisizione di capitale.

I nostri nemici continuano ad essere le multinazionali che con la nostra salute e sul nostro territorio, ormai colonizzato, vogliono crescere economicamente.

Il gioco qui da noi è stato preso di pugno dal Sindaco Eligio Tombolillo, dalle associazioni ambientaliste Rete cittadina e Pontinia ecologia, da gli avvocati Dannarumma e Bassoli, dal geologo Carlomagno e dai vari tecnici Alimonti,Libralato e Veca che stanno intervenendo alla partita con documentazioni, studi, ricerche, relazioni tecniche e norme alla mano.

Una partita difficile se le carte risultano essere mischiate e aggravate da errori, da chi ha voluto strategicamente compromettere la Valutazione Impatto Ambientale della centrale Turbogas, errori di progettazione del tracciato dell’elettrodotto e del Gasdotto in un territorio dove il pericolo carsismo, sinkholes, bradisismo e sismico è normativamente stato vincolato nel territorio pontino fin dagli anni 90’, così come ha ricordato il Geologo Carlomagno ieri in riunione. Non considerando affatto l’inestimabile patrimonio ambientale del Parco del Circeo, si è voluto far passare una VIA ignorandolo completamente.

Errori fatti e voluti, di fronte l’inestimabile patrimonio ambientale del Parco del Circeo, non poteva passare facilmente una Valutazione d’Impatto Ambientale, senza considerarlo.

Ma oggi con l’affiancamento dell’Ente parco, le speranze possono aumentare, un ricorso all’UNIONE EUROPEA - cosi suggerita dal Dottor Benedetto - è la mozione del Sindaco, risultato della riunione di ieri sera, strategia che ci può salvare in calcio d’angolo.

Solo se sapessimo con più precisione cosa dovrà andare a revisionare in commissione il 3 Settembre il Sindaco con il Ministero dell’ambiente, il lavoro potrebbe risultare più chiaro e forse facile, ma la poca trasparenza da parte di chi le leggi le crea e le approva, è all’ordine del giorno.

Rimangono scoperte, come al solito le nostre carte, da giocare ne abbiamo ancora, ma le loro che sono le più “potenti”, nessuno le può conoscere, almeno che il vento della trasparenza e dell’onesta etica, ci riservi una sorpresa eclatante, quella di revisionare veramente la Valutazione d’Impatto Ambientale della centrale Turbogas di Pontinia.


Leggi anche proficua e interessante riunione


“Come faremo ad uscire da questo fiume di merda puliti e profumati?”
Seychelles_'81 – Massimo Volume –

domenica 23 agosto 2009

Riunione importante : revisione della VIA e l’istituzione della VAS

Domani, lunedì 24/08/2009 alle ore 20 presso l’aula consiliare di Pontinia, il sindaco dottor Eligio Tombolillo ha convocato una riunione con le amministrazioni confinanti (Sabaudia, Terracina, Sonnino, Roccasecca, Sezze, Priverno), il Parco nazionale del Circeo, l’amministrazione provinciale di Latina, il consorzio di bonifica e altri enti territoriali per affrontare l’argomento della revisione della VIA e l’istituzione della VAS in merito al progetto della centrale a turbogas di Mazzocchio.
E’ l’ennesimo incontro che seguono quelli di Pontinia, ma anche di Sezze, Sonnino e Priverno con le varie amministrazioni, così come quelle svoltesi ad Aprilia per l’altra centrale a turbogas, in vista della convocazione dell’apposita commissione presso il ministero dell’ambiente del 3 settembre.
La revisione della VIA è stata decisa dal Ministero dell’ambiente in seguito alle osservazioni di la confederazione italiana agricoltori di Latina,
- Antonio Aumenta, Francesco e Filomena Aversa, Natalina Centra, Ivan Barcella, Isabella Previtali, società agricola La Fonte, Andrea Grotti, Giuseppe Battisti, Anna Maria e Fabiana Cappelli, Marcella Cerrocchi, Camillo Di Legge, Domenico Fantozzi, Amedeo, Concetta, Giovanna e Egidio Frasca, Felice Frateloreto, Angelo, Giuseppe e Giovan Battista Martini, Liliana e Filomena Mastracci, Dorida e Luciana Mazzocchi, Aldo, Tiziana Emanuela e Massimo Perna, Marella Verdelli), oltre che del sottoscritto della rete e del comune di Pontinia.
L’istituzione della VAS arriva dopo varie segnalazioni di Giorgio Libralato, il quale è riportato nel blog Pontinia ecologia e territorio